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La Riforma della didattica: il "3+2"

La riforma degli ordinamenti didattici punta essenzialmente a realizzare una più ampia flessibilità dell'offerta formativa, attraverso la quale sia possibile attuare pienamente l'autonomia delle singole università, uniformare il nostro sistema universitario agli standard europei e, soprattutto, consentire l'accesso al mercato del lavoro a diversi livelli, garantendo stadi successivi di specializzazione corrispondenti ad altrettanti profili professionali.
La normativa di riferimento è costituita dal DM 509/99, che regola l'attuazione dell'autonomia universitaria definendo l'architettura complessiva del nuovo sistema, dal DM 4.8.00 e dal DM 28.11.00 che individuano le diverse classi di laurea rispettivamente di primo e di secondo livello definendo per ciascuna di esse gli obiettivi formativi generali e l'articolazione in vari ambiti di attività formative.
Sul sito del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (MURST) la presentazione della riforma: http://universo.murst.it/presentazione/index.html


Diversi livelli di formazione:
Crediti formativi
Il conseguimento dei titoli universitari non avviene più a seguito del superamento di un certo numero di esami, bensì con l'acquisizione di un certo numero di crediti formativi. I crediti costituiscono la stima della quantità di lavoro (lezioni frontali, seminari, esercitazioni, studio individuale) richiesta allo studente nelle attività formative. Ogni credito corrisponde a 25 ore di lavoro complessivo. Nel Nuovo Ordinamento, sia per le lauree triennali che per le lauree specialistiche occorre acquisire 60 crediti per anno, per un totale di 180 crediti per le lauree di base, 120 per le lauree specialistiche e 60 per ciascun master (di primo o di secondo livello). Alcuni crediti sono riservati per "Attività a scelta dello studente": essi possono essere acquisiti seguendo corsi e attività didattiche interne alla facoltà, anche se non previste dall'ordinamento, oppure istituite presso altre istituzioni formative e riconosciute da un'apposita Commissione Attiività Didattiche Integrative istituita dalla facoltà.
Esempio: uno studente che abbia partecipato alla costruzione di materiale multimediale collaborando con una ditta di software può chiedere che tale attività gli venga riconosciuta come crediti.

Attività formative
Le attività formative sono distinte in sei tipologie: Il DM 4.8.00 e il DM 28.11.2000 definiscono le singole attività formative e le aree disciplinari che ne fanno parte, prescrivendo un numero minimo di crediti che devono essere assegnati a ciascuna tipologia di attività formativa. Le attività formative di base sono dirette a fornire conoscenze di tipo generale che si ritengono indispensabili per poter proseguire nel percorso formativo; quelle caratterizzanti comprendono le aree disciplinari più direttamente centrali nella formazione specifica; quelle affini o integrative riguardano settori non direttamente connessi con il curriculum specifico, ma altrettanto utili per il completamento della formazione. Di particolare rilievo poi l'introdu-zione delle attività formative a scelta dello studente: un certo numero di crediti può infatti essere acquisito seguendo corsi e attività didattiche non previste dall'ordinamento, anche presso altre istituzioni formative, oppure facendosi riconoscere da apposite commissioni attività svolte in proprio congruenti con il piano formativo del Corso di laurea (ad esempio esperienze nel campo del giornalismo, dell'industria culturale, della multimedialità, della ricerca, ecc.). Da notare,infine, il largo spazio dedicato alle lingue straniere, alle abilità informatiche, alle attività laboratoriali.

Modalità e tempi di attuazione
Per raggiungere gli obiettivi di maggiore flessibilità dei percorsi formativi,molti corsi di studio, compreso il nostro, hanno adottato una unità minima di insegnamento più ridotta rispetto alla tradizionale organizzazione per corsi e materie. Tale unità minima, detta "modulo didattico", corrisponde a 4 crediti, pari a 100 ore di lavoro complessive per lo studente, composte da 30 ore di didattica organizzata, 60 ore di studio individuale e 10 ore di valutazione dell'apprendimento.
Si tratta in pratica della quantità di ore di lavoro (lezioni, seminari, studio individuale) necessaria per acquisire determinate competenze sia in vista del futuro uso nel lavoro, sia in vista dei successivi approfondimenti nell'ambito del corso di laurea.
Il passaggio al sistema dei crediti e all'articolazione in moduli comporta anche una variazione nel sistema di valutazione dell'apprendi-mento. Questa avrà luogo infatti in diverse fasi, e con modalità diverse stabilite dai singoli docenti; per chi frequenta ci potranno essere valutazioni "in itinere", durante lo svolgimento del corso e una prova conclusiva al termine del modulo; per alcuni moduli questa prova finale costituirà anche il momento di acquisizione dei crediti (e sarà dunque corrispondente all'attuale esame); in altri casi, invece, la prova conclusiva sarà effettuata congiuntamente per più moduli affini, ferma restando la verbalizzazione autonoma dei singoli moduli.
Per chi non frequenta, i singoli docenti stabiliranno idonee modalità di verifica e valutazione.
In ogni caso, il passaggio al sistema dei crediti non abolisce il voto, che si esprime sempre in trentesimi e costituisce,come nel sistema tradizionale, la base per il punteggio di laurea.