Il sistema Sapienza
Studiare alla Sapienza vuol dire far parte del più grande Ateneo d’Europa: un’estesa comunità di studio composta da circa 140.000 studenti e più di 10.000 dipendenti tra professori, tecnici e amministrativi, per complessivi 219 Corsi di laurea e 299 Master. La storia di questa grande città del sapere inizia nel 1303, anno in cui Papa Bonifacio VIII fonda lo Studium Urbis, l’Università di Roma. Da allora la storia della città, dell’Europa e del mondo si intreccia con quella dell’Ateneo romano: dal forte impulso rinascimentale alle scienze, le arti, le lettere e la filosofia, alla regolamentazione dei percorsi di studio e all’introduzione di nuovi insegnamenti, come fisica sperimentale e chimica negli anni dell’Illuminismo; dallo spirito innovatore della Rivoluzione Francese, alle riforme dei primi anni di unità nazionale, all’interventismo del primo conflitto mondiale.
La dittatura fascista lascerà un segno profondo: il giuramento obbligatorio al regime, cui su 1200 docenti italiani solo 12 rifiuteranno, verrà consolidato nella fondazione della nuova e prestigiosa sede dell’Ateneo romano, quella attuale ubicata a piazzale Aldo Moro. La ricostruzione post bellica riguarderà anche l’Università romana: ricostruzione etica innanzitutto, con la chiamata alla docenza di tutti coloro che avevano perso il posto per motivi etici o razziali. Gli anni ‘60 poi vedono i primi scontri tra studenti di destra e di sinistra, che culmineranno nel Sessantotto della contestazione, nelle occupazioni, le proteste e le attese per un mondo più giusto. Dalle proteste del Sessantotto comincia la storia più recente dell’Italia, sempre indissolubilmente legata a quella della Sapienza: la burrascosa stagione del Settantasette prima, gli anni di piombo poi, che vedranno il primo Ateneo romano colpito con l’assassinio di due suoi illustri docenti, Vittorio Bachelet nel 1980 ed Enzo Tarantelli nel 1985. Dagli anni di piombo a oggi il passo è breve. Cambia l’Università italiana, con la riforma avviata dal Ministro Luigi Berlinguer e portata avanti dai suoi successori; cambia la Sapienza che, per migliorare l’efficienza della ricerca e della didattica, si è impegnata in un intenso processo di riorganizzazione e innovazione dei servizi, mediante l’investimento sulla qualità e sulle tecnologie digitali.
Ultimo aggiornamento: 06/08/2010 14.49.15