Ordinamenti in transizione
A partire dall’a.a. 2008-2009 le università italiane sono interessate da un processo di rinnovamento nella struttura e nelle modalità di erogazione dell’offerta formativa, in applicazione delle norme contenute nel D.M. 270/2004 e nei relativi decreti di accompagnamento. Tale processo, che dovrà essere concluso entro l’a.a. 2010-2011, rappresenta una prosecuzione del percorso di riforma avviato nel 1999 con l’introduzione del cosiddetto “3+2”, la cui attuazione è stata caratterizzata da elementi positivi, ma anche da alcune criticità.
Fra i meccanismi correttivi introdotti dalla normativa, queste le principali novità per gli studenti:
- gli obiettivi formativi sono definiti con maggior chiarezza, nel rispetto delle indicazioni concordate a livello europeo, in termini di conoscenze, competenze e abilità che saranno acquisite al termine del percorso formativo e di sbocchi professionali, anche in riferimento alle classificazioni ISTAT;
- la laurea specialistica diventa magistrale; non si tratta di un semplice cambio di denominazione: la nuova laurea magistrale viene infatti progettata in modo autonomo rispetto al percorso di primo livello, per raggiungere una maggiore specificità sul piano formativo e in vista degli sbocchi occupazionali;
- viene fissato un tetto massimo di 20 esami per i corsi di laurea triennale e di 12 per i Corsi di laurea magistrale, al fine di evitare la parcellizzazione degli insegnamenti che aveva caratterizzato
l’applicazione del D.M. 509/1999; l’obiettivo sarà perseguito anche favorendo prove di esame integrate per più insegnamenti o moduli coordinati;
- per le attività formative autonomamente scelte dallo studente, è stabilito un numero minimo di 12 crediti (per i Corsi di laurea triennale) e 8 crediti (per i Corsi di laurea magistrale), in modo da ampliare le possibilità di scelta degli studenti, che possono fare riferimento anche ad altri insegnamenti attivati nell’ateneo;
- possono essere riconosciute conoscenze e abilità professionali fino a un massimo di 60 crediti nell’ambito dei corsi di laurea triennale e di 40 crediti per le lauree magistrali, in modo da valorizzare le esperienze lavorative maturate, garantendo un giusto equilibrio con la formazione accademica;
- per favorire la mobilità degli studenti, i regolamenti didattici assicurano il riconoscimento del maggior numero possibile dei crediti già maturati dallo studente in altri atenei; nel caso in cui il trasferimento dello studente sia effettuato tra corsi di laurea appartenenti alla medesima classe, la quota di crediti relativi al medesimo settore scientifico-disciplinare riconosciuti non può essere inferiore al 50% di quelli già maturati.
In vista della definizione del nuovo ordinamento didattico, la facoltà ha dato vita, già a partire dallo scorso anno accademico, a un articolato percorso di riflessione, che ha interessato docenti e studenti e che ha visto anche un significativo coinvolgimento del mondo del lavoro e delle professioni comunicative. Le modifiche hanno riguardato tutti gli aspetti sopra citati, ma anche la stessa struttura dell’offerta, in termini di corsi di studio disponibili e articolazione degli stessi in curricula. In molti casi sono state proposte nuove denominazioni dei corsi, anche in considerazione del fatto che cambiano i contenitori normativi (le “tabelle ministeriali”) in cui i corsi stessi si inseriscono.
Allo scopo di favorire al massimo la riflessione e il confronto, e nello stesso tempo rendere più agevole la transizione, si è deciso di differire all’a.a. 2009-2010 l’avvio effettivo, ai fini formali, della riforma nel suo complesso, anticipandone tuttavia i contenuti già da quest’anno per quanto riguarda il primo anno di Corso (sia delle lauree triennali che delle lauree specialistiche-magistrali).
Dunque gli studenti che si immatricolano quest’anno seguiranno un ordinamento che è in tutto corrispondente, per il primo anno, a quello che sarà il curriculum nel nuovo ordinamento, anche se il loro Corso di laurea (triennale o specialistica) è ancora formalmente nel regime normativo precedente, e dunque ha ancora il nome che aveva lo scorso anno. Nel 2009-2010, quando il nuovo ordinamento didattico entrerà ufficialmente in vigore e i corsi di studio in qualche caso cambieranno anche nome, gli studenti che ora si immatricolano potranno transitare senza problemi al secondo anno, che nel frattempo sarà stato attivato.